Pannelli solari e traversate oceaniche di canottaggio: la nostra esperienza

Pannelli solari e traversate oceaniche di canottaggio: la nostra esperienza

20/06/2019

Uno dei contesti in cui Solbian si è trovata più volte ad operare è quello delle traversate oceaniche di canottaggio. Nel corso degli anni abbiamo collaborato con diversi team e navigatori solitari per fornire loro i pannelli solari flessibili da installare sulle proprie canoe.

È consuetudine di fatti, in uno scenario di questo tipo, affidare l’approvvigionamento energetico a fonti alternative poiché gli spazi ridotti al minimo e la natura stessa di tali imbarcazioni costituiscono dei limiti importanti nella scelta. 

 2013: Coxless Crew 

Coxless Crew a bordo di Doris

La nostra esperienza ha avuto inizio nel 2013 con un gruppo di ragazze, Coxless Crew, impegnate nella preparazione di un progetto molto ambizioso, navigare per 8446 miglia dall’America all’Australia, in tre tappe. Un viaggio intrapreso ufficialmente nell’aprile 2015 e conclusosi con successo 9 mesi dopo, infrangendo due record mondiali. 

Questo primo approccio ci ha permesso di familiarizzare con alcune delle criticità che caratterizzano le installazioni su canoe, prima fra tutte la necessità di valutare con precisione le doppie curvature e dividere il sistema elettrico in due parti, babordo e tribordo. Quest'ultimo punto è fondamentale per gestire l'orientamento dei pannelli e massimizzare l’irraggiamento solare, che a seconda dell'altezza del sole risulta più accentuato su un lato rispetto all’altro.

Doris, questo il nome della canoa, è stata equipaggiata con un impianto in grado di fornire l’energia a GPS, AIS, VHF, telefono satellitare e desalinatore ma anche agli altoparlanti nei momenti di svago a bordo.

 2015: Talisker Whisky Atlantic Challenge 

In alto: Matteo Perucchini. In basso a sinistra: la canoa di Greg Maud. In basso a destra: la canoa degli Atlantic Buoys

Il 2015 ha visto anche il nostro arrivo nel mondo della Talisker Whisky Atlantic Challenge, una gara di canottaggio tra le più dure al mondo. I partecipanti, in squadra o in solitario, devono percorrere la distanza che separa San Sebastian de la Gomera da Antigua, 3000 miglia nautiche, potendo contare unicamente sulle proprie forze, remando giorno e notte sottoposti a un pressante stress fisico e mentale. Privazione del sonno, mal di mare, onde di 15 metri e totale isolamento sono tra le difficoltà principali.

In quell’anno il nostro supporto è andato all’italiano Matteo Perucchini, primo a raggiungere la meta tra gli equipaggi in solitaria; abbiamo fornito i nostri pannelli anche a Greg Maud e agli Atlantic Buoys.

 2017: Nuts over the Atlantic 

Nuts over the Atlantic

Forti delle precedenti esperienze, nel 2017 abbiamo deciso di collaborare con uno dei gruppi in gara, Nuts Over the Atlantic, che a differenza dei predecessori, ci ha proposto un progetto molto più complesso ed articolato, con moduli altamente personalizzati per forma e potenza.

Dopo aver constatato come molti partecipanti rimanessero senza energia per alimentare la strumentazione di bordo, i ragazzi del team hanno richiesto di coprire con il fotovoltaico quanta più superficie possibile. 

Un obiettivo la cui realizzazione doveva rispettare i vincoli imposti dal regolamento di gara, nello specifico la presenza imprescindibile dei loghi ufficiali e il divieto assoluto di ostacolarne la visibilità con i pannelli solari.

In quel periodo stavamo introducendo l’opzione ISP, Invisible Solar Power, che consente di applicare una grafica direttamente sulla superficie del modulo. 

La nostra proposta è stata quindi di riprodurre i loghi sui pannelli evitando così l’uso di adesivi, operazione senza precedenti che richiedeva l’approvazione della giuria di gara per poter essere messa in atto.

Ottenuto il consenso e una volta confermata la potenza totale necessaria, circa 500 watt di picco, il progetto ha iniziato a prendere forma. La scelta dei moduli è ricaduta sulla serie SP, per garantire la maggior efficienza possibile grazie alle celle back-contact. 

A fronte di una piccola perdita di potenza rispetto alla configurazione standard, l’applicazione delle grafiche sui pannelli ne ha consentito una completa integrazione estetica con la canoa, risultando in un impianto da 578 Wp, una potenza mai raggiunta prima di allora su un’imbarcazione del genere. 

In conclusione, le particolari capacità di adattamento, personalizzazione e flessibilità dei pannelli Solbian ben si prestano a questo genere di applicazioni che presentano contemporaneamente superfici curve, spazi ridotti e forme irregolari.

Design: Tembo